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TUTELA LEGALE

 

L'Avvocato Roberto Coen, dello studio legale Coen, particolarmente esperto nelle problematiche concernenti la nostra professione, offre ai soci AICEF la propria consulenza professionale. Può essere consultato anche telefonicamente (citando di essere soci AICEF) per avere da lui i primi consigli sulla maniera più opportuna di comportarsi di fronte ad imprevisti di carattere medico-legale.
Inoltre inizia la propria collaborazione con il nostro sito con contributi utili sulle più comuni problematiche che ci riguardano.

STUDIO LEGALE COEN
Avv. Roberto Coen
Vicolo dell'Oro n. 24 - 00186 ROMA
tel e fax: 06.6832234/6
e-mail: studio.coen@tiscali.it
www.coencoen.com

 

"CONSENSO INFORMATO": MAGGIORI IMPEGNI IMPOSTI AL MEDICO.

Come è noto il consenso informato nasce dall'esigenza di sottoporre al paziente tutte le informazioni, in modo completo ed esaustivo, riguardo la sua malattia e le possibili cure e terapie a cui dovrebbe sottoporsi, in modo da renderlo in grado di decidere se acconsentire o rifiutare tale trattamento sanitario. Tale consenso è l'unica manifestazione di volontà che autorizza un qualsiasi atto medico, tanto che costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in assenza del quale l'attività stessa costituisce reato ed espone il medico alla condanna al risarcimento del danno qualora non venga conseguito il risultato atteso.

La Suprema corte, con la sentenza 15698/2010, ha accolto il ricorso presentato da una donna a seguito dei danni subiti a seguito di un intervento chirurgico nel corso del quale il medico aveva modificato il programma operatorio preventivato.

Con questa sentenza, quindi, viene stabilito che ogni variazione del programma operatorio deve essere comunicata al paziente. Il medico ha, infatti, «l'obbligo di fornire al paziente tutte le informazioni possibili in ordine alle cure mediche o all'intervento chirurgico da effettuare, tanto è vero che deve sottoporre al paziente, perché lo sottoscriva, un modulo non generico, dal quale sia possibile desumere con certezza l'ottenimento in modo esaustivo da parte del paziente di dette informazioni».

Non basta più quindi, come era stato ritenuto in passato, un'informazione generica «dei benefici, delle modalità dell'intervento delle eventuali possibilità di scelta tra diverse tecniche operatorie ed, infine, dei rischi prevedibili in sede post-operatoria», ma il medico deve addentrarsi nei dettagli della tecnica prescelta e informare il paziente di variazioni sul piano operativo del programma operatorio, ferma restando la tecnica concordata.

Avv.Roberto Coen


NESSUN REATO PER «COLPA LIEVE»

L'esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve.
La legge 8 novembre 2012, n. 189 (di conversione del D.L. 158/2012), pubblicata sulla G.U. del 10 novembre 2012, n. 263, entrata in vigore in data 11 novembre, nell'art. 3 ha introdotto un profondo cambiamento per quel che concerne le modalità di esercizio della professione medica. Il medico, adesso, deve semplicemente attenersi alle linee guida della propria professione per esercitare correttamente la propria attività, e andare esente da responsabilità penale.
Prima di tale riforma, ai fini dell'esatto adempimento, il medico si trovava a dover consigliare al paziente molti esami puramente preventivi per evitare un'eventuale denuncia per mancanza di precauzione nei suoi riguardi. Adesso, invece la colpa lieve non è più un reato: a guadagnarci saranno non solo le casse dello Stato, che non si troveranno a dover sostenere costi dovuti a una mera medicina difensiva, ma anche i medici che potranno finalmente svolgere il loro lavoro nella maniera che più reputano opportuna, senza doversi preoccupare di dover prescrivere esami per puro scrupolo diagnostico.
In ogni caso deve rilevarsi che il medico risponderà comunque in ambito civilistico ai sensi dell'art. 2043 c.c.
29 Novembre 2012

Avv. Roberto Coen